Le disavventure di un’aspirante scrittrice

Si dice che in Italia ci siano più scrittori che lettori. In parte è vero: le case editrici sono sommerse da manoscritti e i loro tempi di lettura superano spesso i 6 mesi (le risposte vengono date perlopiù in caso di riscontro positivo: cioè quasi mai).

Da aspirante scrittrice ho imparato subito una cosa scontrandomi con la realtà editoriale: bisogna fare la gavetta, come in tutte le professioni. I casi editoriali di esordienti si contano sulla punta delle dita e, no, non saremo noi quelli del 2013.

Per cui, se avete un libro nel cassetto o una saga, non fissatevi solo su quella. All’inizio del mio primo romanzo credevo fermamente che sarebbe stato il mio unico e solo capolavoro. Uno non è un capolavoro e due, per fortuna, non sarà l’unico.

Quindi, scrivete, scrivete e scrivete.

Insieme a voi spero di riuscire a comprendere come funzionano i meccanismi della pubblicazione free. Ricordatevi sempre: mai firmare un contratto che prevede spese da parte dell’autore. Né ora, né mai. Non scendete a pubblicare con case editrici a pagamento o a doppio binario (che quindi chiedono all’autore di comprare delle copie), o con quelle che chiedono soldi per le illustrazioni e per la promozione.

Piuttosto autopubblicatevi.

Durante i prossimi mesi tenterò di avvicinarmi al mondo dell’editoria con tre romanzi:

  1. L’Impero degli uomini: primo volume di una saga fantasy scritta a quattro mani con una mia cara amica, Nadia Arabeschi. Tipico fantasy classico con magia, elfi, gnomi e cattivone di turno. Nello scorso anno provai a mandarlo a diverse case editrici, ma ricevetti solo un riscontro positivo: una c.e. che chiedeva alle autrici stesse di trovarsi un illustratore e comprare alcune copie. Ovviamente abbiamo rifiutato. Decise a non abbandonare questa saga, ci siamo avvicinate a un autore Delos, Andrea Franco, che sta editando il primo libro. Il lavoro di editing è lungo e va giustamente retribuito: s’imparano gli errori e il testo, grazie a un dialogo tra autore e editor, migliora decisamente. Da gennaio, sperando che l’editing sia terminato, invierò il manoscritto a case editrici piccole e selezionate. Per due motivi: le piccole c.e. pubblicano esordienti, sono quindi facilmente avvicinabili e hanno collane fantasy in linea con il mio progetto.
  2. Reborn: distopia ambientata a Nuova Londra. Potrebbe ricordare un poco Hunger Games, ma è un testo più maturo con un target più alto. Alcune scene sono crude e il finale dolceamaro (scordate l’happy ending). Per questo manoscritto ho previsto un’altra via: agenzie letterarie. Ho proposto a due agenzie Reborn e sono in attesa del responso. A gennaio tenterò con altre agenzie che riapriranno l’invio dei manoscritti. Se non entrerò nella loro scuderia, invierò personalmente a varie c.e. il manoscritto.
  3. La maledizione di Ondine: potrebbe essere classificato come urban-fantasy, nessun vampiro o demone, ma una giovane sensitiva che cerca di dare una spiegazione scientifica ai suoi poteri. Il libro è in stesura, conto di finirlo per febbraio (magari!). Con questo romanzo invece tenterò l’autopubblicazione.

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Avventura nei meandri dell’editoria. Stay tuned.

Iniziamo questo duro e lungo percorso alla ricerca di una pubblicazione.

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2 risposte a Le disavventure di un’aspirante scrittrice

  1. Ciao!
    Ho scoperto per caso il tuo blog e lo trovo davvero interessante! Ti auguro tanta, tanta, tanta fortuna e ti seguirò con piacere!

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