Intervista a Stefano Lanciotti

Pochi giorni fa parlavo di autopubblicazione. Nel frattempo ho scoperto che Anna Premoli, autrice di successo sulle piattaforme amazon e iBooks (vi consiglio di leggere “Come inciampare nel principe azzurro”, una commedia davvero divertente e scritta bene) ha firmato con Newton Compton Editore per i suoi romanzi: è appena uscito “Ti prego, lasciati odiare”.

Mi complimento per lo scouting sul web della casa editrice. Ho scoperto sia Anna Premoli che Stefano Lanciotti proprio sulle piattaforme che permettono l’autopubblicazione. Mi sono sempre chiesta come mai non fossero riusciti a pubblicare, visto il loro successo e gli ottimi libri.

Stefano Lanciotti, autore della saga “Nocturnia” e di due thriller (“Phoenix” presto cartaceo per Newton Compton), ha gentilmente risposto alle mie domande sul suo percorso e sul suo successo online.

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D: Prima di tutto, quali generi ti piacciono? I tuoi autori preferiti?

S.L.: Principalmente mi piacciono i generi che scrivo, cioè Fantasy e Thriller. I miei autori preferiti sono Stephen King, JRR Tolkien, Robert E. Howard, Ken Follett, Carlos Ruiz Zafón, Arturo Pérez-Reverte.

D: Quando hai iniziato a scrivere?

S.L.: Il mio primo “romanzo”, se così si può definire, l’ho scritto in prima media. I tentativi un pochino meno naif risalgono alle superiori.

D: La serie Nocturnia mostra molti elementi originali! Finalmente un fantasy senza elfi o vampiri. A cosa ti sei ispirato per i tuoi romanzi?

S.L.: Come ambientazione mi sono ispirato a un vecchissimo gioco di ruolo chiamato “Dragonquest”, dove venivano descritte quelle che nel romanzo sono le Confraternite e ai romanzi di Howard per quanto riguarda l’atmosfera.

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D: Come sei arrivato alla decisione di autopubblicarti?

S.L.: Frustrazione, pura e semplice. Non ne potevo più di sentire esperti del settore e agenti letterari che mi dicevano che i miei romanzi erano buoni, ma… C’era sempre un “ma”.

D: A quali piattaforme ti sei appoggiato?

S.L.: iBookstore di Apple e Amazon. Sono le più diffuse e quelle che garantiscono più visibilità

D: Ci potresti parlare della Rebel Yell?

S.L.: In realtà Rebel Yell è un progetto che è rimasto tale. Volevo farne una casa editrice “light” che permettesse ad autori di belle speranze di pubblicare in formato elettronico, con l’appoggio del blog “scrittorindipendenti.com”. Ma l’evoluzione della mia situazione verso la pubblicazione “tradizionale” ha bloccato tutto, anche perché oggettivamente c’erano parecchie difficoltà.

D: I risultati nelle classifiche su Amazon e Ibooks sono stupefacenti. Il libro è piaciuto e il passaparola ha funzionato. In che modo hai pubblicizzato i tuoi libri?

S.L.: La forma di promozione che ho adottato, alla fin fine, è stata solo quella di permettere di scaricare due miei romanzi in forma del tutto gratuita. Questo mi ha dato una grande visibilità e la voglia ai lettori di comprare gli altri romanzi. Poi c’è stata la pubblicità virale, ma del tutto fuori del mio controllo.

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D: Le copertine sono stupende. Dove hai trovato gli illustratori e le immagini?

S.L.: Quella delle copertine è una strana storia. All’inizio ho usato immagini scaricate da internet, cercando di risalire agli autori, senza grande successo. Tra l’altro i risultati non erano un granché. Quando ho visto che esisteva un mercato per i miei romanzi, e dunque ne avrei ricevuto un guadagno, ho cercato in un sito che si chiama deviantart.com. Per due copertine ho solo acquisito i diritti di due immagini già esistenti, mentre una l’ho commissionata.

D: Il grande successo ha suscitato curiosità da parte di Newton Compton editore. Hai appena firmato un contratto per i tuoi cinque libri. Grande soddisfazione, vero?

S.L.: Grandissima. In realtà per ora ho firmato solo per i thriller, mentre per la trilogia di Nocturnia ne stiamo parlando, perché io ho in mente un edizione molto curata graficamente e vorrei avere questa garanzia prima di firmare.

D: Hai un agente oppure ti rappresenti grazie ai tuoi libri e al successo su internet?

S.L.: No, nessun agente. Le mie esperienze con gli agenti non sono state molto positive, finora. Non so se ne cercherò uno in futuro.

D: Cosa consiglieresti a un giovane esordiente? Quali passi dovrebbe fare?

S.L.: Ora che esiste Internet, l’autopubblicazione può essere un buon modo di mettersi in luce. Non intendo solo per arrivare a una pubblicazione: io quando mi sono autopubblicato volevo solo farmi leggerne, anche  regalando i miei romanzi. Non c’è nulla di più frustrante di un romanzo nel cassetto a prendere polvere.

 

Grazie a Stefano per la sua disponibilità!

E voi cosa aspettate a considerare l’autopubblicazione come una possibilità reale?

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