Intervista a Mara Fontana

Un’altra autrice di successo selfpublishing mi ha rilasciato un’intervista. Parlo di Mara Fontana, autrice della saga Nuova Galatia.

D: Prima di tutto, quali generi ti piacciono? I tuoi autori preferiti?

M.F.: Leggo di tutto, i generi non hanno importanza, è il libro che conta. Non ho autori preferiti; se riescono a emozionarmi e sorprendermi, li amo tutti. E ultimamente leggo solo self.

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D: Quando hai iniziato a scrivere? I libri della saga Nuova Galatia sono i tuoi primi romanzi?

M.F.: Ho iniziato prestissimo, tredici-quattordici anni, ma ho smesso a diciassette per poi riscoprire questa mia grande passione a ventisette. Da allora, non ho mai più smesso. Il primo lavoro, quello con cui sono maturata tecnicamente, è una trilogia fantasy di ben duemilacinquecento pagine che non pubblicherò mai. Ma la amo tantissimo. La Nuova Galatia è però la prima vera esperienza professionale, dove la creazione di un mondo esclusivamente mio mi ha portato via molto tempo e impegno.

D: Ci puoi parlare di questa serie? A cosa ti sei ispirata?

M.F.: La Saga sarà di nove libri e narra la storia di diversi personaggi le cui vite si intersecheranno più volte durante lo scorrere delle vicende. È la storia di un mondo che, all’apparenza, sembra evoluto e perfetto, ma che cela in sé i soliti problemi: intrighi, brama di potere, vendette, odio. È un mondo fatto di uomini e donne semplici, che hanno a che fare tutti i giorni con conflitti interiori, dispiaceri e gioie, la vita insomma. Ma ci sono anche uomini e donne che, a causa delle loro posizioni importanti, sono in grado di influenzare le sorti di un intero paese. L’intento è raccontare una parte della storia della Nuova Galatia, costruendola attorno alle vicende di questi personaggi, attraverso la loro crescita interiore e alle loro esperienze, gesta ed errori.

Le fonti alle quali ho attinto sono varie, dalla mitologia nordica a quella celtica, brittonica e gaelica. La ricerca è nata quasi per caso: mi regalarono un libro sul mito arturiano e i celti della Britannia, libro che mi ha trascinata tra regine guerriere, druidi, magia, tradizioni, culti, festività… un mondo incantevole che mi ha indotta a cercare notizie e studiare per mesi, per poi rielaborare il tutto e “rilasciare”, attraverso una cosmogonia dettagliata, il profumo di quei miti e di quelle storie. Ma la Nuova Galatia è anche il paradigma di tutto ciò che mi circonda: un complesso miscuglio di archetipi della nostra civiltà storica, consolidati, o meno, nel corso dei secoli.

Oltre ad aver creato un mondo diverso da tanti altri, non strettamente medievale ma, anzi, capace di inglobare diverse suggestioni, ho anche dato particolare attenzione ai nomi: ogni montagna, fiume, foresta, città, regione, animale, nave e spada di solito ne porta uno appropriato, tranne per i nomi di persona, dove non sempre mi è capitato di trovare il relativo significato.

D: Come sei arrivata alla decisione di autopubblicarti? In precedenza avevi inviato il manoscritto a case editrici e/o agenzie?

M.F.: Come tutti, anch’io ho imboccato all’inizio il consueto percorso, e poi, quando Amazon è sbarcato in Italia con il suo bel sito, mi sono buttata tra le braccia del self publishing e ora sono soddisfatta: anche se l’autopromozione è faticosa, ora so che tantissima gente conosce le storie che ho scritto dedicandovi diverso tempo e tantissimi sforzi.

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D: A quali piattaforme ti sei appoggiata? É stato difficile trasformare il formato e seguire le indicazioni richieste?

M.F.: All’inizio mi sono appoggiata ad Amazon, e solo dopo aver ponderato bene anche le altre, come Smashwords (che ancora non ha un sito italiano) e Lulu. Sono stata indecisa per molto tempo, poi mi sono buttata e a giugno 2012 ho pubblicato i primi due libri seguendo una prassi davvero molto semplice. Il difficile all’inizio è stato creare un buon ebook, c’ho tribolato parecchio anche perché ho dovuto fare tutto da sola partendo da basi pessime: amo ritenermi una “utonta” del computer, proprio perché completamente imbranata. Però nella vita si impara di tutto proprio quando non puoi farne a meno, quindi anch’io ho fatto, a poco a poco e grazie ai preziosi consigli di colleghi molto più esperti di me, la mia personale esperienza.

D: In che modo hai pubblicizzato i tuoi libri?

M.F.: L’autopromozione è la vera bestia nera del self publishing e Amazon non aiuta perché le classifiche seguono le vendite effettive, non la qualità o le recensioni su un libro. All’inizio, pertanto, mi sono presentata solo su gruppi e pagine Facebook, ma poi ho capito che dire alla gente “comprate il mio libro” è inutile. Per convincere le persone a leggerti, non puoi essere tu a dire che il tuo è un buon libro, ma devi affidarti a terzi. E allora giù con la ricerca di persone che abbiano la passione della lettura e un blog dove parlino dei libri che divorano. Ne ho incontrate diverse, molto professionali, che recensiscono, anche gratuitamente, i lavori di autori emergenti e così, grazie ai loro giudizi obiettivi e insindacabili, ottieni non solo visibilità, ma credibilità, che è ciò che più importa.

D: Un esordiente senza ce alle spalle deve puntare su copertine a effetto! Dove hai trovato gli illustratori e le immagini?

M.F.: Su internet e, in special modo, Facebook ci sono moltissimi illustratori. Grazie alla mia attività di scrittrice ne ho conosciuti parecchi, bravissimi, ma il mio illustratore l’ho incontrato grazie ad amici comuni. Ogni volta che devo creare una copertina, ci incontriamo e ne discutiamo per ore davanti a un caffè. La copertina è la prima cosa che noti, è la carta d’identità, la locandina, il biglietto da visita, lo specchio di un libro, perciò deve possibilmente rappresentarne l’anima.

D: Hai un agente oppure ti rappresenti grazie ai tuoi libri e al successo su internet?

M.F.: No, nessun agente e non credo di avere ancora tutto questo grande successo. Cerco di emergere, come tanti altri colleghi, e lo faccio comunicando, scrivendo e tentando di trasmettere sensazioni positive e messaggi costruttivi attraverso il mio lavoro. Non so se sia il passaparola su internet, il nome che gira o altro a permettermi di vendere qualche copia, so soltanto che amo visceralmente scrivere, amo condividere le cose che mi hanno emozionata e mi emozionano ancora.

D: Cosa consiglieresti a un giovane esordiente? Quali passi dovrebbe fare?

M.F.: Per un autore in erba è innanzitutto importante comprendere che offrire sin dall’inizio un buon prodotto, maturo e ben scritto, è decisamente il primo traguardo. E non bisogna mai avere fretta di raggiungerlo. Per fare questo, si ha sempre bisogno, specie agli esordi, del parere degli altri, meglio se estranei e disinteressati. Solo dopo può affrontare tutto ciò che sarà, e dovrebbe farlo sempre con grande umiltà. Sono dieci anni che scrivo, ma non smetto mai di mettermi in discussione quando qualcuno mi segnala un errore o solleva dei dubbi (e succede ancora, eh?). Il processo di maturazione si innesca con il confronto, educato e costruttivo, e non finisce mai.

Successivamente, per emergere dalla moltitudine di titoli, deve avere pazienza, perché la vetta non si raggiunge in poco tempo, far parlare di sé solo attraverso le recensioni di persone oneste e preparate, dialogare con i propri lettori e mantenere sempre viva la sua vocazione, composta da passione, volontà e costanza, perché serve per non mollare mai e credere in ciò che si fa.

Spero di esser stata d’aiuto e conforto a qualcuno. Grazie per avermi ospitato e buona lettura a tutti!

Cosa aspettate a leggerlo? E ricordate, scrittori: se leggete esordienti, quando pubblicherete qualcuno vi leggerà di sicuro.

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