La maledizione di Ondine

 

Finalmente è scaricabile il mio romanzo urban fantasy “La maledizione di Ondine”. Potete scaricarlo su amazon; tra qualche giorno sarà disponibile anche il cartaceo.

Valentina Barbieri 86 dpi  ebook

Titolo: La maledizione di Ondine

Genere: urban fantasy, paranormal romance

Target: young adult

Pagine: 280

Prezzo: 1,99 euro disponibile su Amazon dal 20/03/2013.

Autrice: Valentina Barbieri. Ha pubblicato un racconto, “Arèl”, nell’Almanacco Fantasy di Lettere Animate.

Trama:

Ondine è una giovane sensitiva in grado di percepire una dimensione in cui gli spiriti vagano, anelando il modo per tornare nel mondo dei vivi.

Cercando una spiegazione razionale e scientifica, Ondine, insieme all’amico Francesco, indaga su eventi paranormali.

La verità inizia a venire allo scoperto quando a Londra incontra Benjamin Law, un giovane e affascinante prete in grado di passare dall’Altra Parte. Grazie a lui, Ondine viene a conoscenza di oggetti posseduti e assiste a un terribile esorcismo.

Le informazioni su un antico Ordine dei Guardiani portano Ondine e Benjamin a Praga, alla disperata ricerca di Lysandra Novacek, l’ultima discendente della famiglia a capo dell’Ordine.

Tra spiriti e luoghi antichi, Ondine viaggerà per l’Europa, affrontando le sue più grandi paure, compresa quella di un amore così forte quanto impossibile.

 

“Quando attraversi le porte che separano il mondo dei vivi da quello dei morti,

devi essere sicura di poter tornare indietro…”

 

Per scoprire la verità sui misteri citati ne “La Maledizione di Ondine” andate sul sito del libro:

http://lamaledizionediondine.wordpress.com/

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Agenzie Letterarie: Parole Filanti

Grazie alla disponibilità di Alessia Franchini, responsabile editoriale dell’agenzia di servizi editoriali, oggi avremo qualche informazione più specifica sull’agenzia letteraria Parole Filanti.

Grazie alla disponibilità di Alessia Franchini, responsabile editoriale, oggi avremo qualche informazione più specifica sull’agenzia di servizi editoriali Parole Filanti – Officina editoriale.

 

– Come nasce l’agenzia Parole Filanti?

Parole filanti – Officina editoriale nasce da un amore profondo e viscerale per la lettura, la scrittura e la comunicazione scritta in tutte le sue forme, un amore che mi accompagna fin dall’infanzia e che dopo anni di pratica come editor, lettrice e web copywriter ho deciso di trasformare in una professionalità più creativa e personale, in cui potessi davvero “mettere del mio” e mettermi al contempo al servizio del testo, sia questo autoriale, pubblicitario o aziendale. 

Parole filanti, in qualità di agenzia di servizi editoriali, si compone di un network di professionisti che cooperano online: ciascuno di essi è specializzato in determinate attività (editing, copywriting, traduzione, lettura e valutazione inediti, grafica ecc.) così che l’agenzia possa proporre i propri servizi tanto agli autori emergenti quanto alle aziende e alle case editrici. Il nostro slogan è “aiutare ogni testo a (ri)trovare la propria voce migliore”, perché credo sia questo che un buon consulente editoriale dovrebbe poter offrire a chi richiede servizi di valutazione, redazione o revisione testi. Con in più una generosa dose di creatività, interattività e autoironia.

– Quali servizi offrite agli autori?

I servizi che sono in assoluto più richiesti dagli autori sono la lettura e la valutazione di manoscritti inediti e l’editing, spesso (ma non sempre) finalizzato a una successiva rappresentanza editoriale che l’agenzia si riserva di effettuare solo per i testi ritenuti qualitativamente più meritevoli e per la quale ci rivolgiamo esclusivamente a case editrici non a pagamento. Oltre a questi servizi ce ne sono anche altri, richiesti meno di frequente, come la correzione bozze, la revisione di testi editi e la redazione di contenuti editoriali quali bandelle, introduzioni, quarte di copertina ecc.

– Quali sono gli step necessari per far valutare il proprio manoscritto?

Per sottoporre un inedito alla nostra agenzia è sufficiente inviare copia integrale del testo in formato .doc o .pdf – corredandolo con i propri dati personali e recapiti telefonici – all’indirizzo email info@parolefilanti.it; una volta ricevuta l’email e il testo l’autore ha la possibilità di scegliere tra due opzioni: lettura standard, che viene svolta gratuitamente entro 4 mesi dall’accettazione dell’ordine e che prevede la lettura integrale del testo e la redazione di un parere tecnico in caso di riscontro positivo, oppure lettura prioritaria, che viene svolta previo versamento di un contributo simbolico (a cartella) e che prevede la lettura integrale del testo e l’invio del parere tecnico entro 1 mese dall’accettazione dell’ordine. In caso di riscontro negativo vengono comunque evidenziati gli aspetti che hanno determinato una valutazione sfavorevole e fornite indicazioni di massima per migliorare questi punti.

– Cosa cercate nei romanzi da rappresentare? Cercate generi in particolari o siete aperti a tutto?

Non abbiamo un genere preferito: ciò che semmai non ci piace sono i testi “fotocopia”, cioè quelli che tentano banalmente di imitare il best-seller o il genere del momento. 

Va comunque detto che pur essendo aperti a valutare qualsiasi tipo di inedito alcune caratteristiche ci colpiscono in positivo più di altre: amiamo i testi che sanno emozionare perché scritti in modo autentico, senza retorica o trucchetti preconfezionati, quelli che riescono a gettare uno sguardo originale sul mondo o a considerare temi universali da una prospettiva ironica, anticonvenzionale, diversa; il tutto scritto con buona padronanza della lingua e con uno stile che possa svelare qualcosa riguardo a chi lo ha creato.

– Avete delle limitazioni di lunghezza per i testi oppure no?

No, accettiamo testi di qualsiasi lunghezza e genere.

– Quanti manoscritti ricevete al mese e quanti ne scegliete per la rappresentanza?

In un mese riceviamo all’incirca una trentina manoscritti, ma di questi solo 4-5 all’anno vengono scelti per una rappresentanza. Questi dati sono comunque indicativi e possono variare, perché possono capitare periodi più o meno “fortunati” dal punto di vista delle valutazioni e della successiva rappresentanza.

– Qual è la percentuale delle royalties che chiedete?

In genere si aggira intorno al 10-15%.

– Avete canali preferenziali per proporre i manoscritti a case editrici medie e grandi?

Siamo in contatto soprattutto con case editrici medio-piccole, anche se all’occorrenza – qualora cioè ci sia una corrispondenza effettiva e marcata tra il testo da rappresentare e la produzione letteraria della casa editrice – siamo perfettamente in grado di sottoporre il testo anche a editori di maggiori dimensioni. La scelta di rivolgerci preferibilmente a editori medio-piccoli non è casuale, e si rifà alla nostra politica editoriale che predilige un approccio personale, informale, creativo e fidelizzato tanto con l’autore quanto con gli altri intermediari della filiera editoriale, oltre alla valorizzazione delle realtà locali e di nicchia, che spesso a nostro avviso sono meglio in grado di accogliere tra le proprie fila testi originali o di generi specifici; non dimentichiamo poi che presso i grandi gruppi editoriali gli spazi dedicati agli esordienti sono spesso molto limitati.

– Seguite a tutto tondo i vostri autori? Ovvero, oltre alla pubblicazione in Italia, vi occupate anche del mercato estero e dell’eventuale vendita dei diritti cinematografici?

La nostra è una realtà giovane, entusiasta e senz’altro in crescita, ma per il momento preferiamo concentrarci esclusivamente sul mercato italiano. Ad ogni modo l’autore viene seguito con la massima professionalità, dalla valutazione del testo e dalla redazione del parere tecnico all’editing, fino alla redazione degli eventuali contenuti editoriali e all’intermediazione presso le case editrici che abbiamo preventivamente selezionato per la rappresentanza editoriale.

 


Ringrazio Alessia per la sua disponibilità.
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Intervista a Simone Lari

Oggi facciamo quattro chiacchiere con Simone Lari, autore de La Nemesi dei Mondi e Nameless, autopubblicati e sempre alti in classifica su Amazon

D: Prima di tutto, quali generi ti piacciono? I tuoi autori preferiti?
Sicuramente l’epic fantasy è il genere che leggo più spesso, ma anche l’urban, e talvolta il fantasy romance, non mi dispiacciono. Tra i miei preferiti ci sono Tolkien, Goodkind e Martin, tra gli autori stranieri, mentre tra gli italiani, apprezzo molto scrittrici self come Fontana, Cioce e Qwerty.

D: Quando hai iniziato a scrivere?
Ho pubblicato il mio primo romanzo lo scorso giugno. La bozza era pronta da diversi anni, mi sono deciso a sistemarla e darli una stesura definitiva all’inizio del 2012.

D: Ci puoi parlare della Nemesi dei mondi? A cosa ti sei ispirato?
La storia e i personaggi della Nemesi partono dall’unione di alcune campagne di gioco di ruolo che ho scritto, e talvolta interpretato, con alcuni tra i miei migliori amici di sempre. Ho cercato però di riportare non solo i combattimenti, che rappresentano comunque una componente predominante del romanzo, ma anche la storia dei personaggi, il loro carattere, i loro tormenti interiori. Spero di averli resi vivi, di essere stato in grado di trasmettere le emozioni che provano attraverso le loro azioni, le loro parole e anche i loro silenzi, e sono certo che un lettore attento e sensibile saprà coglierle facilmente.


D: Come sei arrivato alla decisione di autopubblicarti? In precedenza avevi inviato il manoscritto a case editrici e/o agenzie?
In passato ho avuto una brutta esperienza con un piccolo editore a pagamento, quindi stavolta sono stato più cauto. Ho contattato alcune case editrici, e ho avuto diverse risposte, anche da CE abbastanza famose, ma nessuna era del tutto free. La scelta quindi ricadeva tra pubblicarsi da solo, o optare per delle piccole (rispettabilissime) CE che però non erano in grado di offrire servizi quali la distribuzione e altri aspetti fondamentali, quindi, dietro consiglio di un amico, ho tentato la via del selfpublishing. Mi sono trovato abbastanza bene, anche perché mi piace l’idea di poter gestire tutto da solo, nonostante tutto, però, nel caso una CE seria e ben intenzionata mi contattasse, sarei felice di valutare una loro proposta editoriale.

D: A quali piattaforme ti sei appoggiato?
Inizialmente ad Amazon, per i primi tre mesi in esclusiva con KDP/Select. Poi ho fatto un primo cartaceo tramite Create Space, ma gestire il tutto dal sito americano non era proprio agevole. Infine, per la Nemesi e l’Ombra, mi sono rivolto a Youcanprint, se non altro per far contenti i miei lettori che prediligono il cartaceo.

D: quali sono stati gli step pratici per la pubblicazione? Per il cartaceo e l’ebook ci sono differenze di impaginazione?
Per pubblicare in versione ebook è semplice, basta utilizzare un programma di conversione, e iscriversi a KDP per accedere ad Amazon, ma ci sono anche molti altri validissimi siti italiani, o CE italiane, che permettono di farlo a costi contenuti. Sicuramente è più semplice impaginare il cartaceo, ma anche per l’ebook, grazie ai consigli di alcuni colleghi self, non è stato poi così difficile. Diversi programmi free consentono buone conversioni, con hyperlink e collegamenti. C’è solo da ammattirci un po’.

D: In che modo hai pubblicizzato i tuoi libri?
Prevalentemente su Facebook, poi anche sul mio blog, su Twitter e Google+. Ricorrendo anche a Blog e Forum tanto gentili da volermi ospitare, e magari intervistare o recensire.


D: Un esordiente senza ce alle spalle deve puntare su copertine a effetto! Dove hai trovato gli illustratori e le immagini?
Devo dire che sono stato molto fortunato, perché l’illustratrice della Nemesi e dell’Ombra, Federica Vivarelli, è una mia amica e concittadina. Ha curato anche la copertina del terzo volume, che uscirà verso maggio/giugno. Mentre per Nameless, dato che volevo un netto cambio di stile, ho potuto contare sull’aiuto di Florinda Zanetti, anche lei molto brava e disponibile.

D: Hai un agente?
Non ho un agente, e francamente non ci ho mai pensato, anche se ho avuto una proposta, di persona, e alcune via mail, ma sinceramente, con tutto il rispetto per loro, credo che se un editore si interessa al mio lavoro, possa contattarmi direttamente e parlarmene, senza bisogno di intermediari. La situazione dell’editoria italiana è già abbastanza complessa e complicata, senza aggiungere ulteriori passaggi, non trovi?

D: Cosa consiglieresti a un giovane esordiente? Quali passi dovrebbe fare?
Caro collega esordiente, non ti mentirò: la strada è lunga e difficile! Spesso sui giornali si legge di come il selfpublishing, e gli ebook siano la via del futuro, probabilmente è così, ma al presente, in Italia, non siamo messi tanto bene. I generi che vanno per la maggiore sono pochi, e i lettori sono ancora restii a passare dal cartaceo al digitale, ma non disperare! Evita come la peste gli EAP, e se la scelta è tra attendere 6-9 mesi (quando va bene) per avere una risposta che a volte nemmeno arriva, o buttarsi nella mischia, confidando nella forza delle proprie idee, beh, ti consiglierei la seconda opzione! 

D: sei soddisfatto della strada intrapresa? Le vendite corrispondono alle tue aspettative?
Sono moderatamente soddisfatto. Ci sono periodi buoni, e altri meno buoni, e come ho detto, ancora in Italia gli ebook sono guardati con una certa diffidenza, a meno che non si tratti di ebook gratis, o di materiale pirata. In questo noi italiani ci stiamo dimostrando bravissimi, purtroppo. Tra l’altro mi sembra davvero spregevole piratare l’ebook di un self, il cui costo, solitamente, va da 0,89 € a 2,99 €, non di più. Tra l’altro Amazon offre la possibilità di scaricare sostanziosi anteprime per verificare se il romanzo che state per acquistare vi può piacere o no, quindi francamente, non vedo motivo per piratare selvaggiamente il lavoro di chi scrive con passione e amore.

Grazie Simone per questa intervista!

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Case Editrici: Triskell edizioni

Una nuova realtà editoriale ha da poco aperto i battenti. Andiamo a scoprire quali sono i piani editoriali di Triskell edizioni:

– Come nasce la casa editrice Triskell?

L’idea di aprire questa casa editrice mi è venuta dopo un anno e mezzo di lavoro come coordinatrice italiana di una casa editrice americana che pubblica romance (nella fattispecie M/M).

Mi sono soffermata a riflettere e mi sono resa conto che a tutti gli effetti non c’era una casa editrice specificamente dedicata a questo genere letterario (romance M/F, M/M, F/F). Subito dopo, però, mi sono anche detta che non avrei mai voluto leggere romance non a lieto fine, visto che siamo quotidianamente a contatto con drammi, tragedie piccole o grandi e problemi di ogni genere (inoltre credo che il lieto fine sia un po’ ‘caduto in disgrazia’). Così ho deciso di fare di queste idee i punti fermi nella creazione della casa editrice. E ho trovato dei collaboratori che condividevano il mio stesso punto di vista.

– Chiedete un contributo ai vostri autori per pubblicare o siete totalmente free?

Siamo totalmente free. Non riteniamo opportuno richiedere un contributo agli autori.

– Quali sono i vostri punti di forza per emergere in un mercato dove le grosse case editrici riescono a monopolizzare le vendite?

Innanzitutto l’interesse per gli esordienti. Ogni manoscritto che ci viene inviato viene preso in considerazione con la stessa attenzione che una grossa casa editrice potrebbe rivolgere al suo scrittore più importante.

Poi c’è il prodotto. Non c’è una casa editrice che sia specializzata in romance di tutti i ‘sessi’ M/F, M/M, F/F e per tutti i gusti.

E per ultimo, ma non meno importante, c’è il modo in cui ci approcciamo ai nostri autori e ai nostri lettori. Ci piace lavorare con i nostri autori e renderli partecipi delle fasi del nostro lavoro. E ci piace avere il contatto con i lettori perché sono loro il nostro obiettivo principale. Un lettore felice fa felici tutti.

– Puntate agli ebook, perché? Pensate di aprirvi in futuro anche al cartaceo?

No, al momento non stiamo valutando il passaggio al cartaceo, a meno che non ci dovessimo trovare in una situazione particolare (esempio: un boom di vendite di un nostro prodotto che potrebbe farci valutare la possibilità di ricorrere anche al volume stampato).

A nostro avviso l’e-book ha enormi potenzialità, sia per l’autore che per l’editore. La distribuzione capillare permette di arrivare a tutti, sotto diverse forme, nei formati più consoni all’uso di ciascuno di noi. In Italia siamo partiti con un po’ di ritardo, ma finalmente i tempi sono maturi per accettare la novità dell’editoria digitale.

– Quali sono i generi su cui puntate?

Non abbiamo un genere prediletto, a parte ovviamente il romance, che è il punto focale di tutto. In ogni storia di ogni genere può esserci una storia d’amore quindi siamo aperte a tutte le possibilità.

– Cosa cercate nei romanzi da pubblicare? 

Che suscitino emozioni (e qui mi ripeto e mi autocito, visto che ho risposto a una domanda simile per un’altra intervista.)

Partendo dal presupposto che uno scrittore ci manda il suo lavoro perché si presume che voglia diventare uno scrittore ‘conclamato’ deve dimostrare una buona padronanza della lingua italiana. E soprattutto, sempre per lo stesso motivo, chiediamo che il testo sia curato e ben rivisto. Dalla cura che una persona mette nel proprio lavoro si capiscono molte cose.

Riguardo al contenuto, invece, direi che il consiglio che posso dare è: fateci emozionare con le vostre parole. Sempre partendo dal presupposto che l’italiano deve essere corretto, non serve dimostrare di aver mangiato un dizionario intero. È molto più importante dimostrare di riuscire a suscitare emozioni giocando con le parole. Anche quelle più semplici.

– Il lieto fine è fondamentale per i vostri romanzi, ma se si trattasse di una saga con più volumi e l’happy ending fosse solo alla fine della saga stessa, la prendereste in considerazione?

Se si trattasse di una saga dovremmo avere la certezza che si tratti di una saga a lieto fine, quindi si dovrebbero studiare contratti specifici con gli autori, che ci assicurino in tal senso. Non sarebbe corretto investire tempo e lavoro su una serie di volumi senza avere la certezza che alla fine la storia risponderà ai nostri requisiti.

– Avete delle limitazioni di lunghezza per i testi oppure no?

Solo una limitazione minima. Non accettiamo proposte di pubblicazione inferiori alle 5.000 parole (non battute).

Non abbiamo invece limitazione massima.

– Investirete molto nella promozione dei vostri libri? 

La promozione è essenziale.  Distribuiremo i nostri testi sulle piattaforme di vendita online come Amazon, IBS, Barnes & Nobles, ecc.

Ci muoveremo tramite i social network e contattando blog di scrittura per comunicare le nuove uscite. Organizzeremo chat e interviste con gli autori e altre iniziative che stiamo valutando al momento (è probabile che la nostra associazione, avendo un ramo che si occupa di piccoli eventi, si occuperà anche di rendere ‘fisica’ la promozione organizzando piccole convention con gli autori per farli incontrare con i lettori).

– Quanti manoscritti ricevete di media al giorno e al mese? Quanti di questi superano gli step e arrivano alla pubblicazione?

Essendo la casa editrice attiva da meno di un mese penso sia un po’ troppo presto rispondere alla domanda. Posso dire che fino ad ora abbiamo ricevuto 20 manoscritti in tutto, tra racconti e romanzi, e riteniamo possa essere un buon traguardo.

– A quanto ammontano attualmente i tempi di attesa per la valutazione?

Dipende dalla lunghezza del testo. Abbiamo una scaletta da seguire per quanto riguarda le proposte che ci giungono, ma se si tratta di racconti relativamente brevi, riusciamo a dare risposte nel giro di pochi giorni.

Di regola, come indicato anche nelle linee guida per l’invio manoscritti, si parla di un’attesa massima di otto settimane per i romanzi.

– Rispondete sia in caso positivo che negativo agli autori? 

Sì. Quando riceviamo una proposta, rispondiamo nel giro di un giorno per confermare la ricezione del file, dopodiché valutiamo lo scritto e inviamo una risposta al termine della valutazione, positiva o negativa che sia.

 
Ringrazio la gentilissima Barbara Cinelli per l’intervista.
Per l’invio dei manoscritti copio le indicazioni inserite sul sito:

Nel corpo della mail:

–          Il vostro nome e cognome, il vostro pseudonimo (se volete) e l’indirizzo e-mail al quale volete essere contattati;

–          Il titolo del vostro romanzo (specificate anche se fa parte di una serie) e il genere;

–          Riassunto di due paragrafi;

Allegati alla mail:

–          Manoscritto completo;

–          Sinossi breve ma completa.

 Regole per la formattazione del testo

–          I manoscritti dovranno avere estensione .docx, .doc o .rtf;

–          Carattere: Times New Roman 12 pt;

–          Tutti i margini: 2,5 cm;

–          Interlinea singola;

–          Allineamento giustificato;

–          Nella prima pagina inserire intestazione con titolo e nome dell’autore.

I manoscritti devono essere grammaticalmente corretti.

Inviate i manoscritti a manoscritti@triskellevents.org

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Intervista a Davide Truzzi

Oggi mi ha rilasciato un’intervista l’autore di In Nomine Patris, edito da Linee Infinite. Vediamo insieme come è arrivato alla pubblicazione del suo romanzo d’esordio.

D: Prima di tutto, quali generi ti piacciono? I tuoi autori preferiti?

D.T.: Dato che leggo soprattutto per ampliare la mia cultura e le mie capacità espressive, sono più legato a singoli autori che a generi in particolare. I miei preferiti sono di certo Poe, Lovecraft, Ungaretti e D’Annunzio, mentre mal digerisco quelli a noi contemporanei: purtroppo la cultura letteraria vive un periodo abbastanza deprimente e sono davvero pochi gli autori capaci di trasmettere le stesse emozioni dei classici, infatti l’unico contemporaneo che leggo con vero piacere è Giuseppe Pasquali, che tra l’altro pubblica con la mia stessa casa editrice.

Ovviamente ho anche dei generi che amo più di altri, in parte come conseguenza degli autori che leggo: romanzo gotico e horror, letteratura decadente ed ermetica. Amo anche i saggi storici e la filosofia, in particolare Nietzsche (che, tra parentesi, sapeva sfoggiare una gran prosa per essere un filosofo).

D: Quando hai iniziato a scrivere?

D.T.: Difficile da dire, sono sempre stato un lettore e, nel contempo, ho sempre scribacchiato qualcosa fin dalla prima adolescenza. Diciamo che lo faccio “seriamente”, con una discreta costanza e grande impegno artistico, da circa sei o sette anni.
D: Quanto hai impiegato per scrivere il tuo romanzo d’esordio In Nomine Patris?

D.T.: Rispetto alla sua lunghezza (circa 300 cartelle) INP ha richiesto un lavoro estremamente complesso. L’ho iniziato nel lontano 2007 e terminato solo nel 2012, dopo parecchie revisioni e riscritture attorno al nocciolo fondamentale della trama.

Questa lunga gestazione è dovuta a svariati fattori, dovuti in parte al poco tempo a disposizione per lavorarci, ma soprattutto al mio innato perfezionismo, alla cura dello stile e allo sviluppo dell’impianto allegorico che si cela dietro alla trama vera e propria. Praticamente credo d’averlo riscritto almeno un paio di volte, con otto revisioni “ufficiali”.

Comunque, ora che ho sviluppato un metodo e uno stile precisi, conto di essere più veloce col prossimo.
D: Dopo la revisione, hai tentato la strada della pubblicazioni. Dove e come hai scelto le case editrici a cui inviare il manoscritto?

D.T.: Mi sono affidato all’elenco di WritersDream, selezionando gli editori che più mi sembravano in linea col romanzo e con le mie aspettative. Ho sempre immaginato di fare un libro quanto più possibile “mio” e quindi, oltre all’ovvia presenza di una collana dedicata al fantastico, i requisiti più importanti sono stati gli illustratori e l’editing non troppo invasivo e pesante; per questo, Linee Infinite Edizioni è stata fin da subito una delle CE su cui puntavo di più, anche per la presenza nel loro roster di altri autori che stimo tantissimo.

D: A quante c.e. e/o agenzie letterarie l’hai inviato?

D.T.: Non l’ho inviato a nessuna agenzia, mentre credo di aver contattato una decina di Case Editrici (naturalmente free) interessate al fantastico. Di queste, due mi hanno proposto un contratto e alla fine ho accettato quello di Linee Infinite, che ho firmato in marzo del 2012.

D: Hai inviato il manoscritto esclusivamente per via digitale o anche cartaceo? Se sì, come hai impaginato e stampato il tuo lavoro per meglio presentarlo?

D.T.: Per le proposte ho inviato solo tramite mail, non amo sprecare carta. Solo dopo una prima valutazione sommaria la editor di Linee (Chiara Guidarini) mi chiese il manoscritto stampato che, a causa dei miei tanti impegni, le consegnai a mano al BUK di Modena in fogli volanti infilati in una busta di plastica… di certo non un esempio da imitare!

D: La proposta di pubblicazione dopo quanto tempo è arrivata?

D.T.: Circa un mese tra primo invio e proposta di contratto, Chiara si è dimostrata da subito interessata al romanzo ed è stata velocissima nel dare una risposta.

D: Potresti parlarci del tuo libro In Nomine Patris e della collaborazione musicale che è nata con il tuo gruppo?

D.T.: In nomine Patris tratta di una guerra indetta dal Dio dell’universo, suo malgrado, che coinvolge otto mondi diversissimi per razza, cultura e tecnologia. Teatro dello scontro è un complesso aldilà, in cui s’incrociano i destini di otto guerrieri scelti dalle dee dei loro rispettivi pianeti, e alla cui sorte è legato il destino ultimo della loro intera razza.

Questi otto guerrieri, sacrificati dalle loro dee in un istante preciso, si ritroveranno insieme nei regni dei morti. I loro peculiari tratti caratteriali li porteranno a scontrarsi, a unirsi in precari legami d’amicizia, a cambiare loro stessi e gli altri sotto la costante minaccia che incombe sui mondi da cui provengono, e che grava sulle loro spalle. Due di loro in particolare, Reler e Breena, tenteranno d’opporsi al fato e alle millenarie leggi che lo governano.

La trama e gran parte delle vicende narrate nel libro, poi, nascondono allegorie e metafore con cui cerco di dare la mia interpretazione “filosofica” del mondo, dell’animo umano e della società contemporanea. Ci sarebbero molti altri aspetti da menzionare, più o meno nascosti, ma rischierei di diventare tedioso e dunque mi fermo qui.

La collaborazione con i Sensorium, band symphonic metal di Padova, è nata grazie alla mia conoscenza del loro ex tastierista. La loro proposta musicale si adatta benissimo alle atmosfere del romanzo, quindi in origine avevo proposto loro di fare uno o due pezzi dedicati al libro, poi fortunatamente hanno deciso di comporre un intero concept album, che verrà distribuito sia singolarmente che, grazie al supporto di Linee Infinite, anche assieme al libro.

Comunque ci tengo a precisare che la nostra è una collaborazione paritaria, io non faccio parte del gruppo e a loro è lasciata la totale libertà espressiva e musicale, com’è giusto che sia.

D: La copertina è stupenda! Sono stati gli illustratori di Linee Infinite o l’hai proposta tu?

D.T. :L’illustrazione è opera di Corrado Vanelli (http://www.landofsecretarts.com). È un illustratore dal talento straordinario, avevo già visto alcuni lavori che aveva fatto per altri libri di Linee Infinite, e questo è stato uno dei motivi per cui ho inviato il manoscritto anche a loro. Logicamente ho richiesto di poter avere una sua illustrazione non appena ho avuto il contratto in mano!

Tra l’altro è una persona squisita e mi è piaciuto veramente molto lavorare con lui.

D: Hai un agente che ti rappresenta?

D.T: Al momento no, non ne ho mai avuto bisogno e ho sempre preferito gestirmi da solo, tra l’altro allo stato attuale penso che sarebbe più un costo che un beneficio.

D: Cosa consiglieresti a un giovane esordiente? Quali passi dovrebbe fare?

D.T.: Tanto per non ripetere sempre le stesse cose, a quanto ho detto in passato (umiltà, pazienza e costanza, oltre al monito “niente editori che chiedono soldi per pubblicare”), aggiungo di non farsi prendere dall’ansia da pubblicazione. Avere tra le mani un contratto senza contributo non implica l’aver ottenuto un buon contratto. Leggete bene, trattate le clausole che non vi piacciono, insomma cercate di trovare un accordo soddisfacente. Firmare un contratto editoriale significa iniziare un rapporto di lavoro che può durare anche anni, non fatelo senza avere fiducia in chi ve lo propone o accettando clausole che non condividete.

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Case Editrici: Linee Infinite Edizioni

Negli ultimi tempi mi sono imbattuta in due libri molto validi: “Il fiume si rise” di Sergio Costanzo e “In nomine Patris” di Davide Truzzi. Cosa hanno in comune? Sono entrambi pubblicati dalla casa editrice Linee Infinite Edizioni.

Il loro responsabile editoriale, Simone Draghetti, mi ha rilasciato cortesemente un’intervista, per spiegarci la loro politica editoriale.

– Come nasce la casa editrice Linee Infinite?

Linee Infinite è nata nel 2007 dalla passione e dall’amore per la scrittura e per la lettura da parte di cinque amici. Cinque soci che sono nati e cresciuti a Lodi, piccola città Lombarda che si trova a trentacinque km a sud di Milano. Una città bellissima dove però la voglia di fare cultura non esiste. Una cittadina che ha dato i natali ad una grande poetessa: Ada Negri. Purtroppo gli attuali abitanti della città, preferiscono abitare in questo “desertico panorama culturale” piuttosto che fare qualcosa per migliorarlo. Così ci siamo guardati in faccia e ci siamo detti “perché no”. Così è nata Linee Infinite, coi suoi sogni, le sue speranze e, soprattutto, la voglia di fare cultura.

– Chiedere un contributo ai vostri autori per pubblicare o siete totalmente free?

Non chiediamo nessun tipo di contributo ai nostri autori. La casa editrice si accolla “Il rischio d’impresa” e sostiene tutte le spese che riguardano la creazione, la divulgazione e la promozione del libro.

– Quali sono i vostri punti di forza per emergere in un mercato dove le grosse case

editrici riescono a monopolizzare la distribuzione?

La distribuzione è il tasto dolente di tutta la media e piccola editoria italiana. Considera che soltanto le grosse case editrici riescono a permettersi una divulgazione capillare su tutto il territorio nazionale, grazie a distributori che chiudono le porte ai piccoli editori, oppure grazie alla loro distribuzione interna. Feltrinelli e Mondadori hanno loro librerie e questo rende più facile la divulgazione dei testi. Se poi ci metti anche le librerie che rifiutano spesso e volentieri i libri di autori emergenti a favore dei soliti nomi…allora la situazione diventa disastrosa. Io, agli autori dico sempre una cosa: “Possiamo arrivare su tutto il territorio nazionale, a patto che le librerie che contattiamo, accettino il tuo libro”.

Per sopperire a questa difficoltà, la casa editrice punta a far conoscere i propri autori attraverso le presentazioni dei loro volumi in tutta Italia. Io stesso seguo molto gli autori in questi eventi perché ritengo che avere un esponente della casa editrice a fianco dello scrittore , attesta un atto di maggiore professionalità da parte di entrambi.

-Libri cartacei o ebook, su cosa puntate principalmente?

Sicuramente sul cartaceo perché riteniamo che quello sia il vero libro. Non siamo contrari al digitale, anzi, noi stessi pubblichiamo e-book ma solamente dopo un anno dall’uscita del cartaceo.

– Per il cartaceo avete qualche distributore o librerie di fiducia?

Hai toccato un tema delicato. Avevamo un distributore a livello nazionale che purtroppo però è fallito, lasciandoci con l’amaro in bocca e soldi persi. Successivamente ci siamo affidati ad un altro distributore. Belle parole, promesse di ogni tipo ed effettivamente sembrava che la cosa stesse funzionando bene. Poi, improvvisamente anche questa società è fallita e anche qui soldi persi. Ora ci appoggiamo ad un piccolo distributore di fiducia, GDS distribuzione, che sta facendo un discreto lavoro e a un distributore interno alla casa editrice: Associazione culturale La Torre eventi e distribuzione. Con il secondo siamo riusciti ad entrare in diverse librerie, ultime della serie una Ubik di Lucca ed una Feltrinelli a Verona. Inoltre i nostri volumi si possono trovare in diverse librerie indipendenti.

– Quali sono i generi su cui puntate?

Non puntiamo su un genere in particolare, ma su libri di qualità. Abbiamo una collana che spazia dalla narrativa classica, ai romanzi d’amore, al thriller, al fantasy fino ad arrivare alla poesia.

– Cosa cercate nei romanzi da pubblicare? Come si diventa un autore di Linee

Infinite?

Cerchiamo emozione, passione, voglia di raccontare qualcosa che non sia banale o stereotipato. Andiamo alla ricerca dell’originalità e di un libro scritto bene. Attualmente la valutazione dei testi che arrivano alla casa editrice si è fatta ancora più severa di quello che era già. Ho dato disposizioni agli editor di promuovere solo testi che veramente lo meritano, a volte a discapito della “commercialità” dell’opera. Con quel termine intendo lavori che ormai spopolano nell’editoria italiana (vedi ad esempio, vampiri e simili), non certo il fatto di proporre lavori di nicchia che non raggiungerebbero un vasto pubblico.

Per diventare autori di Linee Infinite innanzi tutto bisogna scrivere un ottimo libro e poi, semplicemente, sottoporcelo. Lo valuteremo con attenzione e se lo riterremo idoneo alla pubblicazione, successivamente l’autore verrà messo sotto contratto e la sua opera vedrà la luce. 

– Avete delle limitazioni di lunghezza per i testi oppure no?

Assolutamente no. Valutiamo qualsiasi romanzo lungo o breve che sia.

– Oltre a testi intriganti e storie appassionanti, ciò che colpisce a prima vista

sono le vostre copertine: belle, colorate e soprattutto rispecchiano sempre il testo

che rappresentano. Avete molti illustratori che lavorano per voi?

Attualmente collaboriamo con tre illustratori in particolare: Corrado Vanelli, Ilaria Trombi, Fabio Porfidia. Però alle nostre copertine hanno contribuito anche Francesca Resta, Sara Forlenza, Giovanni Pozzi. Nei prossimi mesi probabilmente collaboreremo con altri disegnatori che daranno il loro contributo a rendere le copertine dei nostri libri ancora più suggestive.

– Investirete molto nella promozione dei vostri libri?

 Non siamo una grossa casa editrice, quindi l’autore che pubblica con noi sa fin dal principio che la promozione non sarà così capillare come potrebbe esserlo per una grossa realtà editoriale. Stiamo lavorando molto bene alla promozione dei nostri volumi con i due uffici stampa che seguono la casa editrice. Ultimamente sono usciti molti articoli che parlano dei nostri autori e dei loro libri, sia sul web, in giornali o riviste online, sia sui cartacei. Cerchiamo di fare il massimo per i nostri autori, anche se a volte è molto difficile, soprattutto quando si parla di quotidiani di tiratura nazionale.

– Quanti manoscritti ricevete di media al giorno e al mese? Quanti di questi superano

gli step e arrivano alla pubblicazione?

Momentaneamente la ricezione dei manoscritti è chiusa perché siamo oberati di lavoro. Mediamente al giorno ci arrivano dai tre ai quattro scritti. In un mese riusciamo a superare anche gli ottanta titoli. Fortunatamente non sempre è così, ci sono mesi, soprattutto quelli estivi, che la media cala al di sotto dei venti.

Non sono molti quelli che superano le valutazioni. Su trenta o quaranta scritti a volte nessuno viene valutato idoneo. Ma anche questo dipende dai vari titoli che arrivano in sede.

– A quanto ammontano attualmente i tempi di attesa per la valutazione?

Attualmente siamo sui cinque mesi, ma questo è dovuto all’enorme affluenza di scritti verso Linee Infinite. In genere, nell’arco di due mesi, rispondiamo a chi ci ha inviato il testo da valutare.

– Risponderete sia in caso positivo che negativo agli autori?

 Assolutamente sì. Questa è una forma di rispetto verso gli autori che ci inviano i loro lavori. La politica aziendale è quella di rispondere via mail od al telefono a tutte le persone che inviano i loro scritti, che chiedono informazioni o richieste di altro genere.

Ringrazio Simone Draghetti per l’intervista. Per chi volesse sfogliare il loro catalogo: portal

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Intervista a Mara Fontana

Un’altra autrice di successo selfpublishing mi ha rilasciato un’intervista. Parlo di Mara Fontana, autrice della saga Nuova Galatia.

D: Prima di tutto, quali generi ti piacciono? I tuoi autori preferiti?

M.F.: Leggo di tutto, i generi non hanno importanza, è il libro che conta. Non ho autori preferiti; se riescono a emozionarmi e sorprendermi, li amo tutti. E ultimamente leggo solo self.

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D: Quando hai iniziato a scrivere? I libri della saga Nuova Galatia sono i tuoi primi romanzi?

M.F.: Ho iniziato prestissimo, tredici-quattordici anni, ma ho smesso a diciassette per poi riscoprire questa mia grande passione a ventisette. Da allora, non ho mai più smesso. Il primo lavoro, quello con cui sono maturata tecnicamente, è una trilogia fantasy di ben duemilacinquecento pagine che non pubblicherò mai. Ma la amo tantissimo. La Nuova Galatia è però la prima vera esperienza professionale, dove la creazione di un mondo esclusivamente mio mi ha portato via molto tempo e impegno.

D: Ci puoi parlare di questa serie? A cosa ti sei ispirata?

M.F.: La Saga sarà di nove libri e narra la storia di diversi personaggi le cui vite si intersecheranno più volte durante lo scorrere delle vicende. È la storia di un mondo che, all’apparenza, sembra evoluto e perfetto, ma che cela in sé i soliti problemi: intrighi, brama di potere, vendette, odio. È un mondo fatto di uomini e donne semplici, che hanno a che fare tutti i giorni con conflitti interiori, dispiaceri e gioie, la vita insomma. Ma ci sono anche uomini e donne che, a causa delle loro posizioni importanti, sono in grado di influenzare le sorti di un intero paese. L’intento è raccontare una parte della storia della Nuova Galatia, costruendola attorno alle vicende di questi personaggi, attraverso la loro crescita interiore e alle loro esperienze, gesta ed errori.

Le fonti alle quali ho attinto sono varie, dalla mitologia nordica a quella celtica, brittonica e gaelica. La ricerca è nata quasi per caso: mi regalarono un libro sul mito arturiano e i celti della Britannia, libro che mi ha trascinata tra regine guerriere, druidi, magia, tradizioni, culti, festività… un mondo incantevole che mi ha indotta a cercare notizie e studiare per mesi, per poi rielaborare il tutto e “rilasciare”, attraverso una cosmogonia dettagliata, il profumo di quei miti e di quelle storie. Ma la Nuova Galatia è anche il paradigma di tutto ciò che mi circonda: un complesso miscuglio di archetipi della nostra civiltà storica, consolidati, o meno, nel corso dei secoli.

Oltre ad aver creato un mondo diverso da tanti altri, non strettamente medievale ma, anzi, capace di inglobare diverse suggestioni, ho anche dato particolare attenzione ai nomi: ogni montagna, fiume, foresta, città, regione, animale, nave e spada di solito ne porta uno appropriato, tranne per i nomi di persona, dove non sempre mi è capitato di trovare il relativo significato.

D: Come sei arrivata alla decisione di autopubblicarti? In precedenza avevi inviato il manoscritto a case editrici e/o agenzie?

M.F.: Come tutti, anch’io ho imboccato all’inizio il consueto percorso, e poi, quando Amazon è sbarcato in Italia con il suo bel sito, mi sono buttata tra le braccia del self publishing e ora sono soddisfatta: anche se l’autopromozione è faticosa, ora so che tantissima gente conosce le storie che ho scritto dedicandovi diverso tempo e tantissimi sforzi.

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D: A quali piattaforme ti sei appoggiata? É stato difficile trasformare il formato e seguire le indicazioni richieste?

M.F.: All’inizio mi sono appoggiata ad Amazon, e solo dopo aver ponderato bene anche le altre, come Smashwords (che ancora non ha un sito italiano) e Lulu. Sono stata indecisa per molto tempo, poi mi sono buttata e a giugno 2012 ho pubblicato i primi due libri seguendo una prassi davvero molto semplice. Il difficile all’inizio è stato creare un buon ebook, c’ho tribolato parecchio anche perché ho dovuto fare tutto da sola partendo da basi pessime: amo ritenermi una “utonta” del computer, proprio perché completamente imbranata. Però nella vita si impara di tutto proprio quando non puoi farne a meno, quindi anch’io ho fatto, a poco a poco e grazie ai preziosi consigli di colleghi molto più esperti di me, la mia personale esperienza.

D: In che modo hai pubblicizzato i tuoi libri?

M.F.: L’autopromozione è la vera bestia nera del self publishing e Amazon non aiuta perché le classifiche seguono le vendite effettive, non la qualità o le recensioni su un libro. All’inizio, pertanto, mi sono presentata solo su gruppi e pagine Facebook, ma poi ho capito che dire alla gente “comprate il mio libro” è inutile. Per convincere le persone a leggerti, non puoi essere tu a dire che il tuo è un buon libro, ma devi affidarti a terzi. E allora giù con la ricerca di persone che abbiano la passione della lettura e un blog dove parlino dei libri che divorano. Ne ho incontrate diverse, molto professionali, che recensiscono, anche gratuitamente, i lavori di autori emergenti e così, grazie ai loro giudizi obiettivi e insindacabili, ottieni non solo visibilità, ma credibilità, che è ciò che più importa.

D: Un esordiente senza ce alle spalle deve puntare su copertine a effetto! Dove hai trovato gli illustratori e le immagini?

M.F.: Su internet e, in special modo, Facebook ci sono moltissimi illustratori. Grazie alla mia attività di scrittrice ne ho conosciuti parecchi, bravissimi, ma il mio illustratore l’ho incontrato grazie ad amici comuni. Ogni volta che devo creare una copertina, ci incontriamo e ne discutiamo per ore davanti a un caffè. La copertina è la prima cosa che noti, è la carta d’identità, la locandina, il biglietto da visita, lo specchio di un libro, perciò deve possibilmente rappresentarne l’anima.

D: Hai un agente oppure ti rappresenti grazie ai tuoi libri e al successo su internet?

M.F.: No, nessun agente e non credo di avere ancora tutto questo grande successo. Cerco di emergere, come tanti altri colleghi, e lo faccio comunicando, scrivendo e tentando di trasmettere sensazioni positive e messaggi costruttivi attraverso il mio lavoro. Non so se sia il passaparola su internet, il nome che gira o altro a permettermi di vendere qualche copia, so soltanto che amo visceralmente scrivere, amo condividere le cose che mi hanno emozionata e mi emozionano ancora.

D: Cosa consiglieresti a un giovane esordiente? Quali passi dovrebbe fare?

M.F.: Per un autore in erba è innanzitutto importante comprendere che offrire sin dall’inizio un buon prodotto, maturo e ben scritto, è decisamente il primo traguardo. E non bisogna mai avere fretta di raggiungerlo. Per fare questo, si ha sempre bisogno, specie agli esordi, del parere degli altri, meglio se estranei e disinteressati. Solo dopo può affrontare tutto ciò che sarà, e dovrebbe farlo sempre con grande umiltà. Sono dieci anni che scrivo, ma non smetto mai di mettermi in discussione quando qualcuno mi segnala un errore o solleva dei dubbi (e succede ancora, eh?). Il processo di maturazione si innesca con il confronto, educato e costruttivo, e non finisce mai.

Successivamente, per emergere dalla moltitudine di titoli, deve avere pazienza, perché la vetta non si raggiunge in poco tempo, far parlare di sé solo attraverso le recensioni di persone oneste e preparate, dialogare con i propri lettori e mantenere sempre viva la sua vocazione, composta da passione, volontà e costanza, perché serve per non mollare mai e credere in ciò che si fa.

Spero di esser stata d’aiuto e conforto a qualcuno. Grazie per avermi ospitato e buona lettura a tutti!

Cosa aspettate a leggerlo? E ricordate, scrittori: se leggete esordienti, quando pubblicherete qualcuno vi leggerà di sicuro.

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